Mercoledì 11 Ottobre, ore 17:00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, Largo Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con il prof. Giuliano Panza

A cura del prof. Andrea Sgarro

La pericolosità sismica ha un ruolo centrale nella progettazione strutturale e determina i livelli delle sollecitazioni sismiche attesi sulle costruzioni. Le norme italiane utilizzano l’approccio probabilistico per la determinazione della pericolosità (PSHA). Profondamente innervato nelle Norme Tecniche per le Costruzioni, esso è però notoriamente affetto da gravi errori: geofisici, statistici ed ingegneristici. Di fatto non falsificabile, PSHA è obsoleto e chiaramente inadeguato; negli ultimi 20 anni, è smentito da tutti i principali terremoti avvenuti nel globo e da quelli che hanno colpito il nostro Paese dal 2009.
Esiste da molti anni un approccio correttamente fondato sulla geofisica e sulle informazioni disponibili: l’approccio neo-deterministico (NDSHA), applicato alla verifica sismica di vari edifici “strategici” quali Palazzo Provincia Trieste in Piazza Vittorio Veneto, Istituto d’Arte “Enrico e Umberto Nordio” in via di Calvola, Istituto Nautico “Tomaso Savoia” in Piazza Hortis, immobile di Piazzale Canestrini per Istituti tecnici “Jožef Stefan” e “Žiga Zois”, Collegio Universitario Luciano Fonda, Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.
Gli interventi fatti a Norcia in seguito al terremoto di Assisi del 1997, basati sulla carta PSHA si sono rivelati del tutto inadeguati in occasione dell’evento del 30 Ottobre 2016. La carta NDSHA, invece, già indicava per Norcia una pericolosità prossima a quella dell’evento dell'Ottobre 2016. Verosimilmente ricostruzione e adeguamento dopo il 1997 eseguiti considerando stime NDSHA avrebbero ridotto i danni causati dal terremoto del 30/10/2016. Avere seguito PSHA, nonostante la normativa reciti: "L’uso di accelerogrammi generati mediante simulazione del meccanismo di sorgente e della propagazione è ammesso a condizione che siano adeguatamente giustificate le ipotesi relative alle caratteristiche sismogenetiche della sorgente e del mezzo di propagazione" ha portato certamente ad una spesa iniziale (dopo l’evento del 1997) inferiore rispetto a quella consistente con i requisiti NDSHA. Tuttavia tale spesa a risparmio è stata vanificata nell’Ottobre 2016 ed ora è necessario considerare nella ricostruzione i valori NDSHA, ignorati dopo il 1997.


Il libro è rivolto ad ingegneri, geologi, professionisti delle costruzioni e per i responsabili del patrimonio pubblico. In otto serrati capitoli, scritti con l’intento di farsi comprendere, sono illustrate metodologie e procedure sviluppate e sperimentate ormai da decenni. “Certamente i nostri lettori potranno contribuire alla sconfitta dei mulini a vento!” concludono il prof. Panza e la dott.ssa Peresan nella presentazione del volume “Difendersi dal terremoto si può. L’approccio neodeterministico” edito da EPC-Roma.

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