Martedì 10 dicembre 2019 - ore 17.00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, L.go Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con l'ambasciatore Antonio Armellini

A cura del prof. Stefano Amadeo

 

Rimpatriare la sovranità britannica” attraverso l’uscita dall’Unione europea (BREXIT). Lo slogan è risuonato da Londra a Bruxelles sin dal 23 giugno 2016, destando gli entusiasmi sovranisti e le preoccupazioni delle rappresentanze diplomatiche e delle istituzioni europee. Nel frattempo due governi britannici (Cameron e May) han dimissionato e un terzo, a guida Boris Johnson, attende, il 12 dicembre 2019, conferma elettorale al motto di “Get Brexit Done”.

Ma Brexit è più facile a dirsi che a farsi. I legami economici e finanziari, civici e culturali sorti in oltre 45 anni di integrazione europea richiederanno molto tempo per essere tranciati. Gli analisti (riportati da The Guardian, 25 ottobre 2019) prevedono in 15 anni una perdita di prodotto interno lordo del 6,7 % (130 miliardi di sterline) a causa di BREXIT. Lo spettro dell’isolamento economico impone nuove alleanze commerciali cui il governo britannico dovrà confrontarsi, in primo luogo sul piano transatlantico.

Ma la “Saga Brexit” ha conseguenze ben più importanti. Le indecisioni politiche interne sulle “condizioni del divorzio” hanno minato il prestigio e la credibilità di una delle più solide democrazie del mondo. D’altro canto, il “sogno autarchico” suggestiona altri Paesi indebolendo le fondamenta e l’attrattività del progetto di unificazione europea. Quali scenari si delineano nel prossimo futuro in Europa e quali ripercussioni sul piano della politica estera italiana?

 

Antonio Armellini - Diplomatico, e’ stato, fra gli altri, a Bruxelles, Varsavia, Addis Abeba, Vienna, Helsinki, Londra, Algeri, Baghdad, New Delhi, Parigi. E’ stato Portavoce del Commissario europeo Altiero Spinelli e collaboratore di Aldo Moro al Ministero degli Esteri e alla Presidenza del Consiglio. Ambasciatore itinerante alla CSCE, 1990-1992, in Algeria, 1998-2000, in India e Nepal 2004-08, Rappresentante Permanente presso l’OCSE a Parigi, 2008-2010. Coordinatore internazionale antiterrorismo a Roma nel 2001-2002, Capo della Missione italiana in Iraq nel 2003.

Si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Roma (110/110) con una tesi di economia internazionale, 1967, ed è stato Fulbright fellow all’Università di Stanford, 1962-1963

E’ stato Consigliere per gli affari internazionali della città di Venezia dal 2011 al 2014; Commissario liquidatore dell’IsIAO – Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, dal 2011 al 2015

  Ha insegnato Tecnica del negoziato internazionale all’Università LUISS, Roma (2003-2004) e Relazioni internazionali comparate, all’Università Ca’ Foscari, Venezia (2008-2009). E’ Membro dell’IISS (International Institute of Strategic Studies) di Londra, dello IAI (Istituto Affari Internazionali) di Roma, del CESPI di Roma e del Comitato scientifico dell’OMFIF (Official Monetary and Financial Institutions) di Londra.

E’ stato Consigliere di amministrazione di SAVE, Venezia, 1986-1989. Consigliere della Fondazione Venezia 2000, 2000-2006. Consigliere di amministrazione di Banca BIIS, 2010-2012; Consigliere delegato di Thetis Spa, 2010-2013.

Editorialista per il Corriere della Sera, collabora con lo Huffington Post e varie riviste specializzate. Ha scritto “L’elefante ha messo le ali – l’India all’alba del XXI secolo”, Egea, 2008 e 2013 (edizione inglese: “If the Elephant Flies”, Har Anand books, New Delhi, 2012); “Né centauro né chimera – modesta proposta per un’Europa plurale (con Gerardo Mombelli), Marsilio, 2016.  

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