Martedì 22 ottobre 2019 - ore 17.00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, L.go Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con il prof. Emanuele Belgrano

A cura del prof. Maurizio De Vanna

 

Ho trascorso buona parte della mia vita professionale di Urologo ed Andrologo occupandomi di Prostata ma non avevo mai impostato le mie conoscenze in proposito nel confrontare la realtà clinica e scientifica con i “Miti“ che nella pubblica opinione circondano questo organo.

L’amico Professor Maurizio De Vanna proponendomi questo titolo mi ha indotto ad esaminare la Patologia prostatica da questo punto di vista e nelle ultime settimane sono stato ben lieto di affrontare questo lavoro stimolante.

Mi sono reso conto che attorno alla Prostata nel tempo sono stati costruiti alcuni “miti“ e “falsi miti“ che credo valga la pena di esaminare ed eventualmente correggere.

La prostata è un organo “nascosto“ visitabile solo con l’esplorazione rettale che è obbligatoria in ogni visita urologica.

C’è sicuramente un fondo di verità in questa affermazione in quanto la prostata, pur essendo situata solo a pochi centimetri dalla cute perineale, è situata in una posizione molto delicata, tra la vescica e il retto e, da sempre, viene visitata con la cosiddetta esplorazione rettale che consiste nell’introdurre il dito indice nell’ultima parte del retto e palpare la superficie posteriore a laterale dell’organo.

Quando ho iniziato la mia specializzazione il dito era l’unica possibilità di esplorazione ma negli anni è stato sostituito dalla valutazione Ecografica, dalla TC e con risultati di una accuratezza meravigliosa dalla RM che rappresenta oggi il gold standard di questa esplorazione. Nel corso della maggior parte delle visite non pratichiamo più l’esplorazione digitale che tuttavia mantiene una sua validità allorchè si sospetti la natura tumorale o infiammatoria di una immagine.

La prostata è inoltre un organo “misterioso“, di cui non si conosce bene la funzione e l’importanza oltre quelle di essere fonte di guai per la maggioranza degli uomini.

La Prostata si ammala solo nelle persone anziane: il 100 % degli uomini sviluppa negli anni l’Ipertrofia Prostatica e un uomo su sei a 70 anni si ammala di carcinoma prostatico.

In tutte queste affermazioni c’è un fondo di verità. Molti uomini di 20 -30 anni soffrono di prostatite e devono essere curati specificamente. Il Carcinoma prostatico si presenta nelle sue forme più aggressive in uomini nella quinta e sesta decade di vita ed è proprio in questa età che ha maggiore importanza effettuare lo screening mirato alla diagnosi precoce. Nella sesta settima decade di vita moltissimi uomini presentano cellule carcinomatose nella prostata ma non presenteranno mai sintomi di questo tumore e non moriranno per questo.

Il PSA elevato è indice di Carcinoma.

Il PSA è un enzima prodotto dalla prostata per liquefare il coagulo spermatico. Tutti gli uomini lo producono normalmente e può aumentare per malattie infiammatorie, traumatismi prostatici, infezioni.

Da oltre 30 anni viene utilizzato per ottenere la diagnosi precoce del Carcinoma con risultati soddisfacenti avendo permesso di ridurre la mortalità cancro-specifica. Si discute molto sulla opportunità di un suo uso indiscriminato.

Le cure mediche e l’intervento causano impotenza ed incontinenza.

La mancanza di eiaculazione, la Disfunzione Erettile e l’incontinenza urinaria sono possibili conseguenze delle terapie. Ma bisogna distinguere:

-Terapie con estratti vegetali per Ipertrofia

-Terapie ad azione ormonale per Ipertrofia

-Asportazione, resezione endoscopica, vaporizzazione Laser per Ipertrofia

-Terapia Ormonale, Chemioterapia, Radioterapia HIFU per Carcinoma

-Prostatectomia Radicale, extraponeurotica o nerve-sparing, a cielo aperto o laparoscopica o Robotica

Esistono Protocolli di semplice osservazione e controllo nel tempo (“Sorveglianza attiva“ o “Vigile Attesa“) che si pongono in alternativa alle terapie.

La terapia in fase precoce porta a guarigione oltre il 90% dei casi di carcinoma.

Vengono infine presentate le “10 REGOLE D’ ORO della prevenzione della patologia prostatica elaborate e proposte dalla Società Italiana di Urologia.

 

Prof. Emanuele Belgrano – Nato a Genova il 13 Maggio 1946. Iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Genova nel 1965. Conseguì la Laurea il 27 Luglio 1971 con la votazione di 110 su 110 e lode. Appena laureato cominciò a frequentare la Clinica Urologica dell'Università di Genova, diretta dal Prof. Luciano Giuliani, dove, fu nominato Assistente Universitario incaricato il 21 Settembre 1971. Nel Novembre 1971 conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di Medico-Chirurgo. Il 16 Aprile 1973, in seguito a Concorso, fu nominato Assistente Ordinario della Clinica Urologica di Genova. Il 19 Luglio 1974 superò con lode l'esame di Diploma di Specializzazione in Urologia presso l'Università di Genova, discutendo la tesi: "La terapia chirurgica dell'ureterocele". Nel Luglio 1982 ha conseguito a pieni voti la Specializzazione in Andrologia presso l'Università di Pisa. A decorrere dal 28 Settembre 1982 è stato nominato Professore Associato di Urologia Pediatrica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Genova. Nel 1985 è risultato vincitore del Concorso a Cattedra per la disciplina Urologia e nel Dicembre '85 è stato chiamato all'unanimità a ricoprire il posto di Professore Straordinario di Urologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Sassari. Il 7 Aprile 1986 ha preso servizio presso l'Università di Sassari. E' nominato Direttore dell'Istituto di Clinica Urologica e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia, incarichi che tuttora ricopre. Gli sono state conferite le funzioni primariali che tuttora mantiene svolgendo un'intensa attività clinica nell'ambito della Urologia generale e pediatrica e della Andrologia chirurgica. A partire dall'anno accademico 1975-‘76 ha svolto con continuità un'intensa attività didattica presso le Scuole di Specializzazione di Genova e Sassari in Urologia, Ginecologia, Chirurgia Generale e Nefrologia. Dal 10/’82 al 03/’86 è stato titolare del Corso di Urologia Pediatrica presso l'Università di Genova. Dal 04/’86 al 31/10/94 è titolare del Corso di Urologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Sassari e dall'anno accademico ‘88/’89 è Coordinatore del Corso Integrato di "Malattie del rene e delle vie urinarie". Dal I° Novembre 1994 è Direttore della Clinica Urologica dell'Università degli Studi di Trieste e sino al 31/10/2003 della Scuola di Specializzazione in Urologia.

L'attività di ricerca del Prof. Emanuele Belgrano è documentata da oltre 600 pubblicazioni scientifiche, in buona parte sperimentali, un terzo delle quali pubblicate su autorevoli riviste straniere, che testimoniano l'interesse rivolto, contemporaneamente o in tempi successivi, verso diversi argomenti urologici. Per impegno scientifico e mole di lavoro fra essi spiccano gli studi sull'iperparatiroidismo, sull'embolizzazione arteriosa, sulla calcolosi urinaria in generale ed in particolare sulle nuove possibilità di trattamento percutaneo ed incruento; applicazioni della microchirurgia nella ricostruzione dei rami dell'arteria renale, della via seminale e nel trattamento del criptorchidismo addominale; sulla applicazione in Urologia delle tecniche laparoscopiche; sulla ricostruzione vescicale dopo cistoprostato-vesciculectomia radicale per tumore.

 

 

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