Martedì 22 gennaio 2019 - ore 17.00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, L.go Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con il prof. Ernesto Carafoli

A cura del prof. Andrea Sgarro

 

La creatività ha due momenti, l’ispirazione e l’elaborazione. L’ispirazione, che inizia il processo creativo, è generata nel cervello di destra: é necessariamente seguita dal processo di elaborazione, che richiede la cooperazione di entrambi gli emisferi cerebrali. L’elaborazione può essere lunga e faticosa: lo testimoniano le dichiarazioni di artisti famosi, da Leopardi, a Lorca, ad altri poeti: Sereni ad esempio la definiva “il lavoro del poeta”.  Ed al di fuori delle dichiarazioni, lo testimonia il lavoro di molti altri artisti, pittori in primis. Un’interessante estensione del momento di ispirazione è il duende, introdotto da Lorca per le forme d’arte nelle quali l’intervento umano è necessario per il trasferimento nella realtà: la musica, la danza, i recitals di poesia. Il duende e’ qualcosa di unico che sgorga dall’anima dell’artista che lo possiede, e lo travolge assieme agli spettatori, coinvolgendoli nell’atto creativo. La musica, con le forme correlate di arte di cui parla Lorca, estende il momento iniziale di ispirazione anche da un altro angolo: il compositore compone lo spartito seguendo l’ispirazione, e le indicazioni che vi aggiunge guideranno l’esecutore. Il quale le interpreterà secondo il suo proprio momento di ispirazione, condividendo quindi con il compositore l’atto creativo.

L’ispirazione iniziale può essere dominante, consentendo quindi all’artista solo varianti “prevedibili” nel processo di elaborazione. Ma può anche avere margini di incertezza che, trasferiti nel lavoro di elaborazione, ne determinano tentativi erratici in diverse direzioni, con varianti anche drammaticamente discordanti.

Un problema importante del processo creativo riguarda la sua “libertà”: si sta ora affermando il concetto che l’artista non crei con libertà illimitata, a 360°, ma con limiti e costrizioni interni verosimilmente introiettati durante il percorso evolutivo che ha portato all’Homo Sapiens moderno. Che “costringono” il processo creativo ad estrinsecarsi solo in determinate direzioni.

Prof. Ernesto Carafoli - Born 1932, in Italy. M.D. 1957, University of Modena, Italy. "Abilitation" (Libera Docenza) in General Pathology (1965) and in Biochemistry (1968). Fogarty International Post-doctoral Fellow in the Dept. of Physiological Chemistry of the Johns Hopkins University, Baltimore, MD, USA (1963-1965), Visiting Lecturer in the same department 1968-1969. Assistant Professor of General Pathology in the University of Modena School of Medicine, Italy (1959-1965), Associate Professor of General Pathology at the same School (1965-1972),Professor of General Pathology, University of Padova School of Medicine (Italy) (1973), Professor of Biochemistry, Swiss Federal Institute of Technology (ETH) (Zurich, Switzerland), (1973 to 1998), Chairman of the Dept. of Biochemistry of the Swiss Federal Institute of Technology (ETH) in 1978 and 1987-1991, Professor of Biochemistry, University of Padova, School of Medicine, Italy (since 1990). From 1971-1991 Visiting Professor for various periods in several Italian Universities, at the University of Nairobi (Kenya) at the Universidad Nacional Autonoma of Mexico, Mexico City (Mexico) at the Universidad Central de Venezuela, Caracas (Venezuela), and at Case Western Reserve University, Cleveland (OH, USA). Scientific Director of the Venetian Institute of Molecular Medicine (Padova, Italy), ( 2000 - 2005).

 

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