Martedì 11 dicembre 2018 - ore 17.00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, L.go Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con la prof. Pier Virgilio Dastoli

A cura del dott. Thomas Jansen

Per la prima volta nella sua storia si è posta la questione del carattere reversibile del processo di integrazione europea con un ritorno all’Europa fondata sul ruolo preponderante delle sovranità assolute nazionali, con i rischi di un distacco dell’Italia dal nucleo dei paesi più impegnati nella costruzione di un’Europa unita, solidale e democratica.

Le forze anti-europee sembravano avere perso parte del proprio slancio, come testimoniavano i risultati degli appuntamenti elettorali per le presidenziali in Austria e legislative nei Paesi Bassi, le presidenziali e legislative in Francia fino allo stesso Regno Unito, dando l’impressione che si potesse ripartire con un forte, innovativo, ambizioso progetto europeo.

Ma le elezioni legislative nella Repubblica Ceca e in Austria, la protervia illiberale in Ungheria e in Polonia, le elezioni in Italia sono tutti segnali preoccupanti manifestatisi nel corso del 2018.

I partiti sovranisti hanno capito che il fine essenziale della loro lotta politica nel 2019 sarà la conquista del potere a livello europeo perché solo in questo modo essi potranno scardinare il sistema dell’Unione e restituire, dal suo interno, la sovranità agli Stati nazionali.

I partiti tradizionali continuano ad agire con la vecchia logica secondo cui le elezioni europee sono un secondo turno delle elezioni nazionali, convinti che la sconfitta dei sovranisti in Europa suonerà la campana a morto dei nazionalismi e consentirà loro di governare l’Unione europea così come hanno fatto in questi ultimi venti anni

Il modello degli Spitzenkandidaten non funzionerà più nel 2019 perché la frammentazione politica europea sarà ancora più grande che in passato.

I sovranisti, usciti rafforzati dal voto delle europee, approfitteranno di questa frammentazione per imporre un “governo” dell’Assemblea e dunque della Commissione secondo il modello dei governi bulgaro o austriaco o, peggio, italiano.

Per vincere la battaglia europea contro i sovranisti dobbiamo tornare alla linea di divisione suggerita dal Manifesto di Ventotene nel 1941 con una coalizione di movimenti che indirizzi le forze popolari verso la creazione di una solida Comunità federale anteponendo alla scelta del candidato alla presidenza della Commissione la condivisione di un programma per la legislatura (che dovrà essere costituente) fondato su alcuni elementi essenziali legati a beni pubblici a dimensione europea: lo stato di diritto, l’eliminazione delle diseguaglianze, il governo dei flussi migratori e la politica di accoglienza, lo sviluppo sostenibile, la sicurezza esterna e interna, il governo democratico dell’economia e della moneta, un’identità multilivello, una politica fiscale europea, una cittadinanza federale.

 

Prof. Pier Virgilio Dastoli -  Presidente del Movimento Europeo italiano, è stato direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. È nato ad Anzio nel 1949. Nel 1971 si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi di laurea sul Diritto Penale Italiano e la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. Dal 1972 al 1976 è stato ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali di Roma, fondato da Altiero Spinelli. Dal 1977 al 1979 è stato capo di gabinetto alla Camera dei Deputati del presidente del gruppo parlamentare Misto-Sinistra Indipendente, Altiero Spinelli. Dal 1977 al 1986, è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli alla Camera dei Deputati ed al Parlamento Europeo. Dal 1986 al 1988 è stato Consigliere speciale del Servizio Giuridico della Commissione europea. Dal 1988 al 2003 è stato amministratore principale del Parlamento europeo partecipando in particolare ai lavori parlamentari nell’ambito delle Conferenze intergovernative sui trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza, delle commissioni speciali sulle conseguenze finanziarie e di bilancio del Mercato Unico e dell’Unione economica e monetaria, della commissione cultura e informazione, della preparazione delle elezioni europee del 1999, della Convenzione sulla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ed infine della Convenzione sull’avvenire dell’Europa.

Dal 1995 al 2001 è stato segretario generale del Movimento Europeo Internazionale prima con il presidente Valéry Giscard d’Estaing e poi con il presidente Mario Soares. Nell’ambito delle attività del Movimento europeo ha promosso e animato le attività del Forum Permanente della Società Civile e della Agora Accademica sull’avvenire dell’Europa ed ha organizzato il Congresso dell’Aja del maggio 1998 a chiusura della settimana dedicata alla nascita dell’Euro.

Dal 1990 insegna Storia dell'Integrazione europea nelle Università italiane.

E’ autore di numerosi saggi e pubblicazioni sull’integrazione comunitaria. E’ stato membro del Comitato di redazione del “Mulino/Europa” ed è membro del Comitato di Direzione della Rivista “2004 Quaderni Europei” dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa.

 

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