Martedì 24 aprile, ore 17:00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, Largo Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con il dott. Giulio Ercolessi e il dott. Thomas Jansen

A cura del dott. Thomas Jansen

La lunga assenza della Germania sul palcoscenico continentale a causa della campagna elettorale e del tempo impiegato per la formazione del governo ha portato a una certa “sospensione”. I partner hanno dovuto attendere la risposta del governo federale alle proposte avanzate dal presidente francese Emmanuel Macron per la dinamizzazione dell’integrazione europea e la riforma dell’Unione economica e monetaria. Macron ha ripetutamente sottolineato che il successo delle sue iniziative dipende dalla volontà dei tedeschi di agire insieme.

La disponibilità del nuovo governo federale c‘è. Il capitolo sull’Europa nell’accordo di coalizione ribadisce ciò che ha guidato la politica europea tedesca sin dall’inizio: i progressi nell’Unione possono avvenire solo se Germania e Francia vanno avanti insieme! In questo senso, la cancelliera si è recata a Parigi subito dopo aver ripreso le sue funzioni per concertare con il presidente Macron i passi successivi. Anche il nuovo vice-cancelliere e ministro delle finanze, Olaf Scholz, e il nuovo ministro degli esteri, Heiko Maas, sono stati a Parigi negli stessi giorni per incontrare i rispettivi colleghi.

Il primo e più importante passo – come richiesto dai parlamenti di entrambi i Paesi – dovrebbe essere la definizione di un “nuovo trattato dell’Eliseo”. Il trattato dell’Eliseo del 1963, il cui 55° compleanno è stato celebrato in sessioni congiunte dell’Assemblea nazionale e del Bundestag a Berlino e a Parigi in gennaio, è la base dell’impegno reciproco alla consultazione e cooperazione.
La volontà di fondo di agire insieme alla Francia per stimolare l’Unione europea nel senso di una più stretta e più efficiente cooperazione e unità d’azione non significa però che da parte tedesca sul piano dei contenuti e dei dettagli ci sia già consonanza con le idee della parte francese e ci sia la disponibilità a soddisfare tutte le aspettative che Parigi ha in serbo.

Ci si può attendere che in futuro il governo federale risponda alle attese di un approccio più flessibile. Avverrà però con molta cautela e sarà vincolato al requisito che gli Stati membri facciano i loro “compiti”, cioè riducano i loro debiti e lavorino sulle cause del loro indebitamento. È un segnale in questa direzione il fatto che successore dell’ex-ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, eletto presidente del Bundestag, sia stato nominato un socialdemocratico, l’ex sindaco di Amburgo Olaf Scholz. Un tale cambiamento di politica è anche nella logica dell’iniziativa del presidente Macron, che il governo tedesco non può rifiutare.

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