Lunedì 16 Ottobre, ore 17:30

Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, via Rossini n.4

Incontro con il prof. Giovanni De Zorzi

A cura del dott. Stefano Bianchi in collaborazione con Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl"

 

 

È Giovanni De Zorzi il protagonista di questo incontro che si configura come la seconda tappa di un percorso dedicato alle Migrazioni sonore, nell’ambito del progetto «PROSPETTIVE DI CRESCITA INTERCULTURALE, ECONOMICA E SOCIALE - Temi e sfide regionali, soluzioni internazionali» del Circolo della Cultura e delle Arti, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

La conversazione di Giovanni De Zorzi fa da controcanto all’intervento di Daniele Spini dello scorso maggio nell’ambito del medesimo progetto, il cui titolo recitava «Rondò alla turca: processi di integrazione nella musica dei Maestri del Classicismo». Il presente incontro capovolge la prospettiva consueta secondo la quale l’Occidente descrive in musica l’Oriente, dando vita a mode musicali e sociali come le “Turcherie” settecentesche o l’Esotismo ottocentesco. In questo caso l’approccio è tutto di parte orientale, in un ex cursus con ascolti che si soffermerà su alcuni momenti di contatto che si ebbero tra la musica (e la cultura) ottomana e quella occidentale dal XVI al XIX secolo. Curiosamente, spiega De Zorzi, «le reazioni orientali varieranno nel tempo dalla sdegnosa ripulsa verso generi “molli” e “debosciati” sino alla curiosità e al totale innamoramento esterofilo».

Giovanni De Zorzi (PhD) è musicista e ricercatore universitario in Etnomusicologia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Si occupa di musica classica e sufi di area ottomano-turca e centroasiatica. Alterna l’attività concertistica (flauto ney della tradizione ottomana), la ricerca sul campo, la scrittura, la direzione artistica di programmi musicali diversi, realizzati sinora soprattutto con il festival MiTO Settembre Musica (Milano, Torino) e con l’IISMC (Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati) della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Tra le sue novanta pubblicazioni si segnalano: Musiche di Turchia. Tradizioni e transiti tra Oriente e Occidente, con un saggio di Kudsi Erguner (2010); Con I dervisci. Otto incontri sul campo (2013). Tra le sue registrazioni: Ensemble Marâghî, Anwâr. From Samarqand to Constantinople on the Footsteps of Marâghî (2010); Ensemble Bîrûn (dir. Kudsi Erguner), Composers at the Ottoman Court, (2013); Armenian Composers of Ottoman Music (2014); The maftirîms and the Works of Sephardic Jews in Ottoman Classical Music (2016); Greek Composers of the Ottoman Maqâm (2017).

L’ingresso alla manifestazione è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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