Martedì 09 ottobre 2018 - ore 17.00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, L.go Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con il prof. Giuseppe O. Longo

A cura della prof. Andrea Sgarro

 

Accidia, avarizia, gola, invidia, ira, lussuria, superbia. I sette vizi capitali, quelle inclinazioni profonde, morali e comportamentali dell’animo umano, spesso e impropriamente chiamati peccati capitali, ma comunque in grado di fare a pezzi, una alla volta o tutte insieme, l’anima umana, o il suo cuore, o la mente, o l’intera personalità. Gli “abiti del male”, li chiamava Aristotele, comportamenti o attitudini che, come del resto le virtù, derivano dalla ripetizione di azioni, tali da diventare qualcosa che si indossa appunto come un abito: un abito che alla fine soffoca e distrugge chi lo indossa. Del resto, chi più chi meno, nessuno è al riparo dagli agguati di sette vizi capitali, magari anche per un solo piccolo gesto: cedere alla golosità di un dolce, negare un favore a qualcuno, invidiare il successo di qualcun altro, non fare ciò che si dovrebbe fare, ecc. Insomma, i vizi nient’altro sono se non la struttura di ciò che siamo, in una perenne lotta con le virtù. Giuseppe O. Longo, scienziato e scrittore di lungo corso abituato a sondare e rappresentare fragilità e precarietà dell’essere umano, spesso in contrapposizione con una “tecnica” che tali fragilità le esalta invece che difenderle come forse ci piacerebbe, dedica appunto a “I vizi capitali” (Ed. Jouvence, pagg. 208) la sua ultima raccolta di racconti. (Pietro Spirito, Il Piccolo)

La formazione scientifica di Giuseppe O. Longo gli consente di accostarsi al variegato tema dei vizi capitali non solo con l'occhio attento dello scrittore, ma anche con il microscopio acribico del ricercatore di intelligenza artificiale e di robotica, creando un intreccio che - come sempre accade nella scienza - solleva più domande di quante non ne risolva.

Giuseppe O. Longo - professore emerito di Teoria dell'informazione all'Università di Trieste, si occupa di intelligenza artificiale e delle conseguenze socioculturali dello sviluppo tecnico, temi sui quali ha pubblicato diversi saggi, tra i quali Il nuovo golem, Homo technologicus, Il simbionte, Il senso e la narrazione, Homo immortalis (con N. Bonifati), Bit bang. La nascita della filosofia digitale (con A. Vaccaro). Collabora a varie testate, tra cui Avvenire, Prometeo, Doppiozero, Scienzainrete. Ha pubblicato tre romanzi, tre volumi di opere teatrali e dodici raccolte di racconti. Le sue opere sono tradotte in diverse lingue. È traduttore e attore (si segnala l’interpretazione di Heisenberg nel suo dramma Farm Hall 45, replicato al Teatro Puccini di Firenze il 4 dicembre 2014).

 

 

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