Martedì 6 febbraio, ore 17:00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “S. Crise”, Largo Papa Giovanni XXIII n.6

Incontro con la prof.ssa Gilda Manganaro e il dott. Franco Rota

A cura del dott. Thomas Jansen

 

Prof.ssa Gilda Manganaro[i]

A fronte di una pluralità di modi di essere nazionali L’Europa condivide una sorta di zoccolo duro di valori culturali comuni che lungi dall’essere una mera petizione morale trovano concretezza nella Convenzione dei diritti dell’uomo (CEDU). Sulla base del Trattato di Lisbona infatti tale convenzione ha un effetto diretto sugli ordinamenti statuali e il rispetto dei valori ivi contenuti può essere invocata da ogni singolo cittadino europeo anche contro il proprio stato.

Si tratta di una prospettiva rivoluzionaria che ribalta il tradizionale rapporto individuo/stato attribuendo alla cittadinanza una dimensione europea sulla quale il dibattito attuale, volto ad esaltare piuttosto le discrasie economiche, non suole soffermarsi.

Eppure tali valori costituiscono lo strumento attraverso cui possono esser fatte valere anche esigenze di maggior eguaglianza e di una più equa redistribuzione di diritti e doveri all’interno dell’UE. Rappresentano infatti, dopo secoli di lotte, il risultato condiviso e consapevole a cui si è giunti, pur con percorsi diversi e in contesti differenti: non dimenticare questo loro significato e impegnarsi per una loro attuazione è la sfida che ci attende.

 

Dott. Franco Rota[ii]

Nel quadro della strategia Europa 2020, comprendente obiettivi in materia di Occupazione e di Crescita intelligente, finalizzati a superare le carenze economiche strutturali, la programmazione comunitaria 2014-2020 ha previsto una serie di strumenti e di supporti a favore della Cultura.

In particolare il programma Creative Europe si prefigge due obiettivi generali: a) promuovere e salvaguardare la diversità linguistica e culturale europea: b) rafforzare la competitività del settore culturale e creativo per promuovere una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva.

Quattro sono gli obiettivi specifici: 1) supportare la capacità di operare a livello transnazionale; 2) promuovere la circolazione transnazionale delle opere e degli operatori culturali; 3) rafforzare la capacità dei settori culturali e creativi, in particolare delle SME; 4) supportare la cooperazione transnazionale al fine di favorire innovazione, audience building e nuovi modelli di business.

Altri obiettivi interconnessi, di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, sono espressamente previsti dai Programmi di cooperazione Transfrontaliera come ad esempio gli Interreg fra Italia e Slovenia, Croazia, Austria.

Un sistematico monitoraggio e approfondimento delle opportunità offerte dai vari bandi, unitamente allo sviluppo delle necessarie capacità progettuali, possono consentire agli enti pubblici, agli organismi non-profit e alle PMI del territorio di partecipare, nei rispettivi ruoli, al conseguimento degli accennati obiettivi nell’interesse generale e a beneficio della comunità locale.

 

 

[i] già professore ordinario presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste.

[ii] consulente economico, già segretario generale della Camera di Commercio di Trieste.

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