Approfondimenti
Massimiliano Rotti è un ex musicista ed ex tecnico del suono, con alle spalle 25 anni di carriera nel mondo dello spettacolo live e televisivo. Nato a Trieste negli anni 70, dove ha vissuto fino all'età di ventisei anni, si è poi trasferito a Milano con l'intenzione di fare il musicista. Nel 1996 grazie alle conoscenze nell'ambiente musicale e grazie ad un corso statale per tecnico del suono, ha iniziato a lavorare come free lance per eventi live, sfilate di moda, show teatrali, cortometraggi. Nel 1999 viene ingaggiato dalla Colorsound per la produzione del tour “La Prova” di Raf e dal 2000 ha iniziato una collaborazione con la band degli “Elio e Le Storie Tese” durata fino al 2004. Ha collaborato con programmi televisivi come Music Farm, Scherzi a Parte, X Factor, Master Chef, The Voice e dal 2006 al 2010 a quattro edizioni dell'Isola dei Famosi in Honduras e Nicaragua. E' stato responsabile dal 2010 al 2018 gli eventi live del Festival del Cinema di Venezia. Ha avuto due figli dalla sua compagna, Cristina Mauri, scrittrice, divulgatrice e influencer nel campo della cucina vegetariana e vegana. Attualmente scrive a tempo pieno e risiede nella provincia di Como con la sua famiglia, un cane e un gatto.
- Scritto da Maria Cristina Benussi
Luigi Nacci, di origini siculo pugliesi, è nato a Trieste nel 1978. Ancora studente di Lettere Moderne, nel 1999 ha fondato assieme ad altri giovani poeti il gruppo de “Gli Ammutinati”, con i quali ha organizzato, o condiviso, slam poetry, reading, festival tenuti in varie località, tra cui Topolò, Vilenica, Duino, Pordenone, Monfalcone. Le sue prime esperienze creative sono dunque legate alla poesia e alla realizzazione di spettacoli teatrali e di cortometraggi. Forse ricordando il periodo dell’Erasmus passato in Ungheria, ha intitolato Il poema marino di Eszter1 il suo primo racconto in versi, strutturato in quartine, pubblicato nel 2005 da Battello stampatore. Il nome scelto per simboleggiare la sfuggente ed affascinante donna decisa ad inerpicarsi sulle montagne e di scendere negli abissi, rimanda a quello reso celebre della scrittrice magiara Magda Szabó, L’altra Eszter, un lungo sfogo crudele ed astioso con cui una delle più affermate attrici teatrali nell’Ungheria del secondo dopoguerra si rivolgeva al grande amore della sua vita. Ma ricorda soprattutto il romanzo breve di Sándor Márai, L’eredità di Eszter, racconto di una donna che per vent’anni ha vissuto un’esistenza piana e senza scosse, nell’inconsapevole attesa del ritorno del solo uomo che abbia mai amato e grazie al quale ha conosciuto «quel senso di allarme continuo»; è stato questo ambiguo sentire che ha dato senso alla sua esistenza e che la condannerà a subire l’inganno finale. Anche Nacci affrontava in quel suo primo brevissimo poema il tema dell’amore, della sofferenza, del tradimento, della rivalsa nei confronti di una donna medusea: «Ma amore,/ foss’anche l’ultima cosa che faccio, il tuo / sguardo io troverò, foss’anche l’ultima tappa/ del viaggio, il tuo sguardo io troverò». Battello stampatore gli ha poi affidato la cura della sua collana “i libretti verdi”, insieme al pittore/illustratore Ugo Pierri e al poeta Matteo Moder.
- Scritto da Maria Cristina Benussi






