Martedì 10 marzo 2026, ore 17.00
Sala conferenze “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich,
Via Rossini n. 4
Conferenza del prof. Paolo Manganotti
A cura del prof. Maurizio De Vanna, direttore della Sezione Medicina del CCA
Abstract
Negli ultimi decenni il dialogo tra neuroscienze e musica ha aperto nuove prospettive per comprendere come il cervello umano percepisca, elabori e produca suoni organizzati in strutture musicali. L’ascolto e la pratica musicale attivano una complessa rete neurale che coinvolge aree uditive, motorie, emotive e mnemoniche, rivelando come la musica sia molto più di un semplice fenomeno estetico: è un potente strumento di integrazione cognitiva.
Le ricerche di neuroimaging mostrano che ritmo, melodia e armonia stimolano circuiti cerebrali legati alla previsione, alla ricompensa e alla regolazione delle emozioni. Questo spiega perché la musica possa evocare ricordi vividi, modulare l’umore e favorire processi di apprendimento. In particolare, l’allenamento musicale sembra potenziare la plasticità cerebrale, migliorando funzioni quali attenzione, coordinazione e memoria di lavoro.
Parallelamente, la musicoterapia sta emergendo come ambito applicativo di grande interesse clinico. Studi recenti suggeriscono che interventi musicali mirati possano contribuire alla riabilitazione neurologica in condizioni come ictus, malattie neurodegenerative e disturbi dello sviluppo.
Comprendere come il cervello “fa musica” significa quindi indagare uno dei linguaggi più antichi e universali dell’umanità. Le neuroscienze della musica non solo illuminano i meccanismi biologici dell’esperienza musicale, ma offrono anche nuove strade per la cura, l’educazione e il benessere cognitivo.
Paolo Manganotti - E' professore ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Trieste e direttore della Clinica Neurologica dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina. La sua attività scientifica si concentra sulle neuroscienze cliniche, con particolare attenzione alla neurofisiologia, alla plasticità cerebrale e ai disturbi neurologici complessi. È autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e partecipa a progetti di ricerca dedicati allo studio dei meccanismi cerebrali alla base delle funzioni cognitive e motorie.
Ingresso libero




