Martedì 7 ottobre 2025, ore 17.00
Biblioteca Statale “Stelio Crise”,
L.go Papa Giovanni XXIII n. 6
Conferenza del dott. Sergio Bonifacio
A cura del prof. Roberto E. Kostoris, direttore della Sezione Scienze Morali CCA
Abstract
Secondo l’Economist, l’Africa è la seconda area più dinamica del mondo per i suoi records demografici, l’abbondanza di risorse, il forte potere di acquisto dei consumatori e per essere la culla di una nuova imprenditorialità nei settori della letteratura, musica, moda, astronomia, ricerca e sviluppo. Perciò “concupita” da varie potenze straniere, ma anche “incompresa” dall’Europa, perché percepita come terra senza speranza e fonte di una possibile apocalittica invasione migratoria; e “turbolenta” a causa dei frequenti colpi di Stato, che negli ultimi cinque anni si sono concentrati nella regione del Sahel, soprattutto contro la Francia, che generano diffusa instabilità socio-politica e quindi un forte gap tra potenzialità e performance reali.
Dagli anni ’80 del XX secolo l’Occidente (Europa e USA) tenta di fornire un supporto sia sul fronte dei diritti umani che su quello economico, ma in misura non ancora sufficiente a contrastare la penetrazione delle potenze straniere, in particolare della Russia, la più insidiosa perché ideologica, e della Cina, la più efficace sul fronte degli investimenti infrastrutturali. Dei 54 Stati africani la Nigeria ed il Sudafrica sono i più paradigmatici, perché meglio rappresentano i “features” ed i problemi strutturali dell’intero continente. Molti di questi problemi traggono origine dalla disumana gestione del colonialismo europeo nei secoli precedenti.
L’Europa ha quindi un forte debito morale verso l’Africa, debito che le impone di sostenere con maggiore determinazione il suo difficile processo di sviluppo sotto il profilo sia umanitario che economico. L’Italia, in particolare, godendo di un sentimento africano meno ostile rispetto alle altre ex potenze coloniali, con il Piano Mattei intende non solo rinnovare e rafforzare i legami con il continente, ma creare un rapporto paritario per una più equilibrata ripartizione del valore aggiunto.
Sergio Bonifacio - Laureato in economia e commercio, dopo alcune esperienze lavorative presso la RAS e l’OLIVETTI, nel 1963 è stato assunto in BANCA D’ITALIA ove ha percorso l’iter della carriera direttiva sino al grado apicale di Direttore di Sede. Nell’assolvimento dei vari incarichi presso l’Amministrazione Centrale dell’Istituto e in diverse regioni del territorio nazionale, dopo uno stage negli Stati Uniti ed in Messico, ha svolto attività di ricerca economica, supervisione bancaria, consulenza per conto dell’Autorità Giudiziaria, formazione del personale e direzione di filiali di dimensioni correlate al grado via via ricoperto, ubicate in Sardegna, Emilia-Romagna, Alto-Adige e Friuli Venezia Giulia.
Dopo il collocamento in quiescenza, nel 2003, ha tenuto, per un quinquennio, un corso sul “Central Banking” presso il Dipartimento di Economia Aziendale e Bancaria dell’Università di Trieste e collaborato, in qualità di esperto, con la Scuola di Dottorato di Ricerca in Finanza della stessa Università.
Dal 2010 è docente presso l’Università della Terza Età di Trieste in materia economico-finanziaria.
Ingresso libero




