Circolo della Cultura e delle Arti

Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, fondato nel 1946 per volontà dello scrittore Giani Stuparich,
segue con attenzione le trasformazioni sociali e culturali della città nel contesto regionale ed europeo,
aggiornando di anno in anno il proprio programma di divulgazione umanistica.
In tre quarti di secolo di attività ha realizzato oltre seimila manifestazioni:
conferenze, convegni, pubblicazioni, concerti, mostre, dibattiti, tavole rotonde,
ospitando centinaia di personalità tra le più importanti della cultura.

Sostieni la Cultura triestina! Dona al CCA il tuo 5 x mille

C.F. 80022560322

Il Circolo - per tradizione consolidata - opera non limitatamente ai propri Soci, ma a vantaggio di tutta la città e regione.
Le sue manifestazioni sono assolutamente gratuite ed aperte a tutti.

1946 – 17 febbraio – 2022

76° ANNIVERSARIO DALLA FONDAZIONE DEL CCA

Venerdì 17 novembre, ore 17:30

Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, via Rossini n.4

Incontro con la prof.ssa Roberta Altin ed il dott.Francesco Bosso

A cura del dott. Thomas Jansen

- La Germania ha giocato, e continua a giocare, un ruolo centrale nello sviluppo delle politiche Europee di controllo migratorio ed asilo. Partendo da una breve contestualizzazione dell’ intreccio fra la storia nazionale Tedesca e l’ evoluzione dell’ attuale regime d’ asilo, l’ intervento esamina la risposta del governo Tedesco alla cosidetta “crisi migranti” del 2015, dimostrando come la Wilkommenskultur (“cultura dell’ accoglienza”) celebrata durante le prime fasi della “crisi” sia fin da subito stata affiancata, e poi rapidamente scalzata, da una serie di iniziative – sia domestiche che europee – volte a ridurre i cosidetti “movimenti secondari irregolari” e circoscrivere le garanzie procedurali e sostanziali riconosciute ai richiedenti asilo. L’ intervento conclude con una riflessione sulle potenziali ricadute di queste iniziative sulla distribuzione delle responsabilitá di protezione fra gli Stati Membri dell’ Unione Europea.

- Negli ultimi cinque anni i cambiamenti delle politiche europee e le posizioni spesso discordi dei vari governi hanno determinato costanti e repentini cambiamenti nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati. Se da un lato i riflettori mediatici e la spettacolarizzazione del confine alimentano un senso di emergenzialità e di accoglienza in stato di costante straordinarietà, dall’altro la redistribuzione dei rifugiati nelle varie parti d’Italia fa emergere un quadro variegato e complesso nei diversi micro-contesti delle specifiche regioni e comuni di accoglienza.

L’accoglienza dei rifugiati in Italia è stata gestita applicando l’ottica emergenziale del flusso straordinario (la ‘crisi migranti’). Se inizialmente si pensava solo ad un flusso di transito verso il Nord Europa, attualmente siamo in fase di ripensamento sulle modalità di accoglienza inclusive sul medio-lungo termine. Nel mio intervento mi focalizzerò sull’area transfrontaliera del confine italo-sloveno, dove ho concentrato le ricerche degli ultimi due anni. Se osserviamo il sistema di accoglienza nell’area di confine del Nord-Est italiano troviamo da un lato la riconversione di ex caserme e presìdi decentrati della vecchia Cortina di Ferro che sono diventati CARA, CIE, CDA, in genere confinati ai margini delle cittadine, con una funzione ambivalente di protezione dei richiedenti asilo in attesa del riconoscimento, di reclusione dal territorio circostante, e, di conseguenza, ‘esclusione’ dalla vita sociale ordinaria degli italiani residenti. L’area di Trieste si caratterizza al contrario per una gestione dell’ospitalità diffusa: anche durante il picco di massimo flusso dalla cosiddetta Balkan Route l’accoglienza è stata infatti distribuita in piccoli insediamenti (max 80-100 persone) CAS e SPRAR, sistema sperimentato qui dall’ASGI (Ass. Studi Giuridici) e ICS (Consorzio Italiano Solidarietà) per la prima volta in Italia all’inizio degli anni ’90 con i profughi dell’ex Jugoslavia.

Molti insediamenti oggi ri-utilizzati nell’accoglienza diffusa ai richiedenti asilo rappresentano dei luoghi storici dell’esilio dei profughi italiani fuggiti dopo la seconda guerra mondiale dalla Jugoslavia. Il funzionamento del modello di accoglienza diffusa in quest’area transfrontaliera si basa quindi su una consolidata esperienza di gestione dell’accoglienza dei profughi e, forse, riprende la tradizione basagliana di autogestione degli appartamenti. Segnalo altri due fattori economici e demografici importanti: la forte presenza demografica di anziani, unita alla disponibilità di molte case vuote e i flussi di mobilità internazionale connessi alla rete di scienziati provenienti da molti paesi del Sud del mondo inseriti nei numerosi centri di ricerca internazionale (ICTP, SISSA, TWAS, ecc.).

Il cosiddetto ‘sistema Trieste’ ha inserito rifugiati e richiedenti asilo in una rete capillare di appartamenti e piccoli alberghi cittadini senza creare grossi centri isolati o agglomerati urbani ghettizzanti, con scarse reazioni di rigetto e/o protesta organizzata da parte della popolazione locale. Il vantaggio di vivere a fianco, imparando dalle pratiche quotidiane lingua e abitudini del posto è abbastanza evidente; meno evidente ma altrettanto importante è che tale sistema evita di ‘fabbricare’ passività e trattamenti umanitari che vittimizzano ulteriormente i richiedenti asilo.

PROGETTO PRINTES

La segreteria del Circolo riprenderà l'attività operativa dal 5 settembre, nel consueto orario dal lunedì al giovedì, ore 9.00 - 11.30. La corrispondenza e-mail in arrivo nei mesi di luglio e agosto sarà monitorata settimanalmente, per dare riscontro a eventuali questioni urgenti.

Ai Soci e a tutti gli Amici del Circolo, auguriamo un'estate serena.


Rubriche e servizi

Si segnala, nella rubrica "Grandangolo" curata da Paolo Frandoli, la nuova galleria di immagini dedicata all’oasi faunistica dell’Isola della Cona, situata alle foci dell’Isonzo: vero e proprio tesoro naturalistico della nostra regione.

Lo spazio Letteratura presenta le opere dei vincitori premiati e segnalati nella prima edizione del concorso internazionale “Giani Stuparich” riservato a giovani scrittori e videoamatori della macroregione Friuli V. Giulia – Austria – Slovenia – Croazia.

La sezione Cinematografia riporta una sintesi del libro di Francesco Cenetiempo “Fulgidi quegli anni!”, dedicato alle attività in campo cinematografico sviluppate della Sezione Spettacolo del CCA nei primi anni del dopoguerra (1947-1956).

Audio-video archivio

Le pagine Appuntamenti offrono la cronologia completa degli eventi realizzati dal Circolo a partire dall'anno 2017. Cliccando sul titolo di ciascuna manifestazione si accede alla relativa sintesi descrittiva, alle note biografiche sui relatori e ad eventuali contenuti multimediali correlati.

Dal 2018, diverse conferenze sono state audio-registrate. Dal 2020, numerosi incontri sono stati tenuti in video-conferenza, attraverso piattaforme dedicate, che ne hanno consentito la videoregistrazione. Per facilitare l'individuazione e l'accesso a tali contenuti, in quanto disponibiii, è stata inserita nel repertorio una colonna con i pulsanti AUDIO e VIDEO linkati direttamente ai record.


 

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Fondazione Casali

Fondazione CRTrieste

Prossimi Appuntamenti

Prossimi Appuntamenti

Sezione Arti Visive

Sezione Arti Visive

Sezione Cinematografia

Sezione Cinematografia

Sezione Economia

Sezione Economia

Sezione Musica

Sezione Musica

Sezione Letteratura

Sezione Letteratura

Sezione Medicina

Sezione Medicina

Sezione Musicologia

Sezione Musicologia

Sezione Scienze matematiche e naturali

Sezione Scienze matematiche e naturali

Sezione Relazioni Internazionali e Integrazione Europea

Sezione Relazioni Internazionali e Integrazione Europea

Sezione Scienze Morali

Sezione Scienze Morali

Sezione Spettacolo

Sezione Spettacolo

sede via Besenghi

via Besenghi, 16 • 34143 Trieste
tel/fax 040 3404100
presso Seminario Vescovile

info@circoloculturaeartits.org

Iscrizione al Circolo

C.F. 80022560322

Segreteria

ORARIO PER IL PUBBLICO

LUN MAR MERC GIOV
dalle 9:00 alle 11:30

sede via Besenghi

Nel periodo della pandemia Covid-19
si riceve solo su appuntamento.

vai alla mappa

vai alla mappa