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ELEZIONI TEDESCHE: PER QUALE EUROPA? - 10 giugno 2013 Stampa E-mail
 

 

ELEZIONI TEDESCHE: PER QUALE EUROPA?”

Lunedì 10 giugno 2013 – Ore 17.30

Sala Baroncini delle Assicurazioni Genereli – Via Trento 8 (III piano)

Dibattito con la partecipazione di:

Veit Heinichen, scrittore e saggista

Thomas Jansen, già Segretario Partito Popolare Europeo

Fulvio Longato, docente di Storia della Filosofia (Università di Trieste)

In collaborazione con “Il Piccolo” - Moderatore: Paolo Possamai

A cura di Tito Favaretto

 

Già oggi l'appuntamento elettorale che si svolgerà nel settembre del 2013 in Germania è da considerare tra gli eventi più complessi in ambito europeo, per i numerosi interrogativi suscitati e le conseguenze dal punto di vista politico ed economico. A questa tematica è dedicato l'incontro, dal titolo “Elezioni tedesche: per quale Europa?” che avrà luogo lunedì 10 giugno alle ore 17.30 presso la Sala Baroncini delle Assicurazioni Generali (Via Trento 8 – III piano), indetto dalla Sezione relazioni internazionali e integrazione europea del Circolo della Cultura e delle Arti, a cura di Tito Favaretto, in collaborazione con “Il Piccolo”. Il dibattito, moderato da Paolo Possamai, vedrà l'intervento di personalità in grado di affrontare la questione da molteplici angolature: a partire dallo scrittore e saggista Veit Heinichen, assieme a Thomas Jansen, già Segretario del Partito Popolare Europeo e a Fulvio Longato, docente di Storia della Filosofia all'Università di Trieste.

Da molti mesi le elezioni che si svolgeranno nel settembre del 2013 in Germania, il più importante paese dell’Unione Europea, rappresentano un interrogativo e un momento di incertezza nel dibattito sulle prospettive economiche e politiche sopratutto dell’eurozona. L’Europa, d’altra parte, appare sempre più divisa in due aree. Quella a Nord, di cui la Germania è il più importante rappresentante, che, da una posizione di relativa stabilità economica, riafferma la necessità prioritaria di un rigore dei conti pubblici e di una realizzazione di riforme strutturali nei paesi con difficoltà finanziarie. Quella a Sud, che dopo aver avviato il risanamento di situazioni finanziarie fuori controllo, attraverso misure di forte austerità, sta scivolando verso una fase di recessione, caratterizzata da crescenti difficoltà del settore produttivo e da alti costi sociali. Questa differenziazione di situazioni tra Nord e Sud sta alimentando, con differenti motivazioni (da parte di alcuni stati, la diffidenza sul buon esito delle riforme nei paesi in difficoltà e il timore di doverne sopportare gli oneri e, da parte di altri, l’accusa di una mancanza di solidarietà e di incentivi alla crescita da parte di un’Europa debole e sempre meno unita), il rafforzamento di movimenti politici euroscettici o chiaramente antieuropeisti.

I segnali del disagio europeo, dei rischi riguardanti l’euro e il processo di integrazione, affiorano prevalentemente attraverso dichiarazioni di principio, in un dibattito elettorale tedesco concentrato per lo più su temi nazionali. Per la CDU-CSU (la coalizione che sostiene Angela Merkel), sensibile a un’opinione pubblica che teme di doversi far carico dei debiti altrui, si può ammettere qualche flessibilità, ma non deve essere posta in discussione l’austerità fiscale e la responsabilità dei singoli stati dell’eurozona. Per la SPD (che presenta Peer Steinbrück quale candidato alla cancelleria) e i verdi, invece, vi è la necessità di uscire dalla “trappola dell’austerità”, di limitare la politica del rigore, che crea danni anche in Germania, e di attuare politiche di solidarietà e di crescita a livello europeo.

Nel frattempo la divaricazione economica tra l’area Nord e quella Sud continua ad approfondirsi manifestando ormai effetti di contagio reciproci. In Germania, nel 2012, è stata registrata con preoccupazione una sensibile contrazione delle esportazioni verso l’area Sud. I dati dei primi mesi del 2013 indicano che questa tendenza negativa non accenna a modificarsi. Ma vi è anche un’altra situazione che può allarmare per i suoi effetti economici e politici. Di recente la Francia è entrata ufficialmente in recessione, evidenziando una divergenza negativa crescente con la Germania in termini di competitività, di disoccupazione e di conti con l’estero, gravati da un crescente deficit. Questo scostamento economico tra la Francia e la Germania e un difficile dibattito tra i due governi sui problemi dell’austerità e della crescita in Europa, rischiano di indebolire l’asse franco-tedesco, elemento ancora essenziale per il processo europeo di integrazione. Sarà interessante vedere come la Germania reagirà, tenendo presente il condizionamento delle elezioni di settembre, all’offensiva francese su nuove proposte di governance economica e politica per l’Europa, alle tematiche sulla situazione economica e sociale che verranno discusse nel prossimo vertice europeo di giugno e al difficile confronto su caratteristiche e tempi dell’unione bancaria europea.

 

Ufficio stampa CCA

 

 
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