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I MOLTEPLICI VOLTI DI RICHARD WAGNER - 11 aprile 2013 Stampa E-mail
 

 

I MOLTEPLICI VOLTI DI RICHARD WAGNER

Giovedì 11 aprile 2013 – Ore 17.00

Sala Auditorium del civico Museo Revoltella (Via Diaz, 27)

Conferenza – concerto del pianista e musicologo m.o prof. Guido Salvetti

A cura del m.o dott. Stefano Bianchi

 

 

Originalità e novità di prospettive, suggerite dai vari aspetti di grandi personalità artistiche. Con quest'intento la Sezione musicologica del Circolo della Cultura e delle Arti, diretta da Stefano Bianchi presenta giovedì 11 aprile, con inizio alle ore 17 presso la Sala Auditorium del civico Museo Revoltella (via Diaz, 27) una conferenza concerto dal titolo “I molteplici volti di Richard Wagner”, tra riflessioni e ascolti affidati al musicologo Guido Salvetti, nella veste anche di pianista particolarmente attivo nel repertorio da camera e liederistico, costantemente dedicatosi alla promozione culturale, anche con cicli di trasmissioni televisive e radiofoniche, già direttore del Conservatorio di Milano e dal 2006 Presidente della Società Italiana di Musicologia. Nella presente proposta, sulla base di aggiornati metodi di analisi e di giudizio, risalterà in special modo la complessità di Wagner, uomo e del drammaturgo-compositore: situazione già ben nota e suggerita, fin dalle antiche definizioni retoriche – da Carl Dahlhaus riportate a nuova vita – di “epico-narrativo”, “lirico”, “comico”, “tragico-riflessivo”. Ognuna di queste componenti della drammaturgia musicale wagneriana si rivela pienamente in alcuni punti salienti delle sue opere, nel “Ring des Nibelungen” e nel “Tristano”principalmente, ma anche nei “Maestri Cantori”, fino al “Lohengrin” e al “Parsifal”. Ancor più notevole è il loro fondersi e contaminarsi nella realizzazione, vagheggiata dal Maestro, del “Wort-Ton-Drama”, l'insieme di parola, aspetti musicali e drammaturgia, anche se – come ha rilevato Vito Levi – tutto confluisce sul piano orchestrale piuttosto che strumentale: “Com’è noto, da ragazzo Wagner aveva studiato, ma svogliatamente, il pianoforte, che non riuscì mai a padroneggiare. Vero è che per l’esecuzione dei suoi spartiti ricorreva a dei pianisti che ne sapevano un po’ più di lui e che si chiamavano Liszt, Bülow, Tausig, Klindworth, Joseph Rubinstein”. In tale importanti situazioni, che dettero origine a numerose trascrizioni, affidate alle personalità citate e veicolo indispensabile di diffusione della musica wagneriana, non sempre possibile in tutti i teatri e nell'era pre-elettronica, risaltano in primo piano specialmente quelle dovute al genio di Franz Liszt, sempre valide e da riproporre all'ascolto.

 

Ufficio stampa CCA: Fabio Venturin

 

 
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