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“IN ME NON C'È CHE FUTURO” : Adriano Olivetti e la nascita del nuovo designer - 3 aprile 2013 Stampa E-mail
 

 

IN ME NON C'È CHE FUTURO”

Adriano Olivetti e la nascita del nuovo designer

Mercoledì 3 aprile 2013 – Ore 17.00

Sala conferenze della Biblioteca Statale “Stelio Crise”

Largo Papa Giovanni XXIII n. 6 – 2° piano

Con il prof. Marco Minuz (Storico dell'arte)

A cura della  Consigliera Sig.a Franca Malabotta

 

Un'idea di impresa italiana, una visione spinta oltre la pura ricerca dell’eccellenza, per comunicare anche valori e costruire un’immagine: questi i punti salienti di una proposta curata da Franca Malabotta per la sezione arti visive del Circolo della Cultura e delle Arti dal titolo In me non c'è che futuro: Adriano Olivetti e la nascita del nuovo designer”. Ne tratterà diffusamente le direttrici, mercoledì 3 aprile con inizio alle ore 17.00 alla Sala conferenze della Biblioteca Statale “Stelio Crise”(Largo Papa Giovanni XXIII n.6, 2° piano) lo storico dell'arte Marco Minuz, nello specifico approfondimento attorno ai progetti connettivi fra attività imprenditoriali e linguaggi espressivi del contemporaneo, intendendo rilevare come lo “stile Olivetti” sia nato proprio da una cultura che, permeando ogni fase della vita aziendale, affidava al prodotto e al suo “designer” un ruolo centrale, proprio quando nel nostro paese non si conosceva ancora neppure tale parola. La figura di Adriano Olivetti (1901 – 1960), che trasformò la fabbrica paterna nella prima azienda del mondo nel settore di prodotti per ufficio, unì un'instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potesse armonizzare lo sviluppo industriale con l'affermazione dei diritti e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori l'azienda, affermando: Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica. L’impresa, nella sua lucida e realistica visione, doveva quindi comunicare anche con il design di un prodotto, con l'architettura, l’arredo di un negozio, la grafica, il testo o il disegno di una pubblicità. La bellezza di tutto ciò, nella tradizionale cultura Olivetti, non aveva implicazioni solo formali, ma in realtà possedeva un valore sostanziale. Le scelte estetiche in tutte le aree di attività furono sempre considerate importanti quanto le scelte tecnologiche o gestionali. In tale contesto i “designers” ricoprivano una posizione cruciale, non limitandosi a ricercare “un bel segno” per un nuovo prodotto, ma lavoravano a stretto contatto con i progettisti per dare un senso e una giustificazione a ogni forma dal punto di vista comunicativo, funzionale, ergonomico. Come tutto nel colosso di Ivrea, anche tale aspetto finiva col situarsi su una direttrice d'avanguardia.

 

Ufficio stampa CCA: Fabio Venturin

 

 

Marco Minuz, nato nel 1978 e laureato nel 2004 presso l'Università di Trieste con una tesi dedicata al confronto dei modelli gestionali museali in Europa, America e Italia, a seguire svolge esperienze presso il Museo d'Arte Moderna di Stoccolma, la Biennale di Venezia, la Peggy Guggenheim e la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, dove diventa assistente del curatore Luca Massimo Barbero per progetti di fotografia contemporanea, concretizzati in mostre e pubblicazioni.

Quale giornalista pubblicista collabora a lungo con la redazione culturale di Radio Capodistria. Scrive per varie riviste di arte e design e viene incaricato di gestire il progetto, promosso dal Comune e dalla Provincia di Pordenone, della mostra dedicata ad Harry Bertoia, attivando prestiti con grandi musei americani ed europei. Per due anni a Udine assume in gestione tutti i servizi museali dell'intera area museale del capoluogo friulano e nel 2008 viene incaricato di predisporre il progetto espositivo dell'attività espositiva di Villa Manin di Passariano del Friuli.

A Trieste si attiva nella promozione dei maestri del design italiano attraverso l'organizzazione di mostre dedicate, fra le altre ad Ettore Sottsass ( 2007), a Enzo Mari, Gae Aulenti, Nanni Strada, Nanda Vigo, Michele de Lucchi. Diventa docente a contratto, relativamente al marketing e al design nel comparto del legno arredo, presso il Consorzio Universitario di Pordenone, Università di Trieste e presso istituti post diploma. Tiene workshop relativi ai tema del design, creatività e alle nuove sfide imprenditoriali in numerose istituzioni pubbliche.

Nel 2009 viene incaricato di seguire l'avvio della nuova Galleria d'arte Moderna e Contemporanea di Pordenone, seguendo la progettazione grafica dell'ente, concretizzando la costituzione di un'associazione di sostenitori, progettando e coordinando tutta la strategia web e un fittissimo programma di conferenze, incontri, workshop, in una rete di rapporti con molte importanti istituzioni museali e culturali europee. Al momento attuale sta sviluppando progetti legati alla fotografia contemporanea e di connessione fra attività imprenditoriali e linguaggi espressivi del contemporaneo.

 

 
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