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PER FRANCESCO BURDIN: “LA FRONTIERA ROVESCIATA” Martedì 12 gennaio 2010 Stampa E-mail

PER FRANCESCO BURDIN: “LA FRONTIERA ROVESCIATA”

Martedì 12 gennaio 2010 - ore 17.30

Salone del Circolo Assicurazioni Generali, p.zza Duca degli Abruzzi, 1 (7°p.)

Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste inaugura la sua attività del 2010 con un convegno dedicato a Francesco Burdin: la frontiera rovesciata, che si svolgerà martedì 12 gennaio con inizio alle ore 17.30 presso il Salone del Circolo delle Assicurazioni Generali (p.zza Duca degli Abruzzi, 1 – 7° piano), a conclusione e sulle risultanze della ricca mostra dedicata allo scrittore (nato a Cormons nel 1916 e scomparso a Roma nel 2003), realizzata nel mese scorso ed organizzata dall'Archivio e Centro di documentazione della cultura regionale, in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica dell'Università e la Biblioteca Statale dove ha avuto luogo. Prenderanno parte all'incontro un gruppo di docenti che ne sono stati tra i curatori, oltre che promotori di un quaderno di saggi su un autore definibile contemporaneamente come triestino, italiano ed europeo. Si tratta di Angela Fabris (dell'Università di Klagenfurt), Gino Ruozzi (dell'Università di Bologna) nonché di Elvio Guagnini, coordinatore dell'iniziativa, Waltraud Fischer e Rienzo Pellegrini dell'Ateneo triestino. Una personalità, quella di Burdin, tra i più europei, è emerso, se valutato in rapporto alla tematica complessa della sua opera, rivolta a vari settori e riferimenti culturali e letterari di cui la stessa si è continuamente arricchita, in cinquant'anni fino alla morte, in cui egli innanzitutto ha scritto più di cinquemila pensieri ed aforismi, riflettenti la vasta gamma di una scrittura estesa e prolifica nel campo del romanzo, del racconto, della saggistica e della poesia anche in friulano, coinvolto nel contempo, dopo gli eventi drammatici della guerra, nell'attività di manager e funzionario RAI in varie città italiane, prima di approdare a Roma. Un'attività apprezzata da Cesare Zavattini, fin dall'esordio nel 1938 e da Elio Vittorini. In ognuno dei suoi numerosi lavori è testimoniata la disposizione naturalmente sperimentale dello scrittore, lontano dalle mode ed interessato alle problematiche dell'identità, tra la continuità della realtà e della memoria, sempre interessato alla composizione anche ironica di modelli comunicativi. Sensibile infine anche alle moderne tematiche di frontiera, per lui in sostanza come “rovesciata”, la sua narrativa è dotata di notevoli tensioni fantastiche e surreali, che l'hanno fatta apprezzare dalla critica, ma che attende ancora di esserlo dal grande pubblico, essendo Burdin – l'ha ricordato Luigi Baldacci - “uno di quegli autori di cui ci si accorgerà meglio domani”, come sottolinea egli stesso in un aforisma: “La vera scrittura non è per riferire: è per suggerire”.

 

Ufficio stampa: Fabio Venturin

 

Si allega copia in PDF di

I Quaderni dell’Archivio n. 16

Pubblicato in occasione della mostra documentaria

17 dicembre 2009 – 15 gennaio 2010

 

 
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